

Trenta.

Societ, cultura e politica.


111. Per l'emancipazione della terra e del capitale industriale
dalla propriet individuale e di classe.

Da: Programma della Societ fabiana, in M. Beer, Storia del
socialismo britannico, secondo, La Nuova Italia, Firenze, 1964.

Nel 1883 fu fondata a Londra da alcuni intellettuali socialisti,
fra i quali il noto drammaturgo George Bernard Shaw, la Fabian
Society. Tale associazione si proponeva, come si evince dagli
stralci del suo programma che qui presentiamo, di costruire una
societ socialista in modo graduale, rispettando i tempi
opportuni. Si doveva perci agire - ed ecco l'origine del nome - a
imitazione del console romano Quinto Fabio Massimo il
Temporeggiatore, il quale, grazie alla sua prudenza e alla
capacit di attesa, salv Roma da Annibale. La Societ fabiana, in
sintonia con il riformismo del sindacalismo inglese, rifuggiva dal
metodo della violenza nell'espletamento dei suoi programmi, che
pure apparivano decisamente radicali, prospettando l'abolizione
della propriet privata e il trasferimento alla comunit dei
profitti del capitale. Pur essendo inizialmente un movimento
intellettuale ed elitario, la Societ fabiana pose le basi, con la
sua azione, per la costruzione di un partito inglese dei
lavoratori, che avrebbe visto finalmente la luce nel 1906 con il
nome di partito laburista.


La Societ fabiana  composta di socialisti.
Perci mira alla riorganizzazione della societ con
l'emancipazione della terra e del capitale industriale dalla
propriet individuale e di classe, e il loro trasferimento alla
comunit, per il benessere generale. Soltanto in tal modo i
vantaggi naturali e acquisiti del paese possono esser equamente
ripartiti fra tutto il popolo.
La Societ di conseguenza lavora per l'abolizione della propriet
privata della terra e della conseguente appropriazione
individuale, sotto forma di rendita, del prezzo pagato per il
permesso di usare la terra, nonch per i vantaggi del suolo pi
favorito.
La Societ inoltre lavora per il trasferimento alla comunit della
gestione del capitale industriale che pu esser convenientemente
amministrato dalla collettivit. In passato, infatti, a causa del
monopolio dei mezzi di produzione, le invenzioni industriali e la
trasformazione delle eccedenze di reddito in capitale hanno
arricchito principalmente la classe dei proprietari, mentre i
lavoratori dipendono ora da tale classe per poter guadagnarsi da
vivere.
Se tali misure saranno attuate, senza indennizzo (bench non senza
quel compenso agli individui espropriati che la comunit reputi
equo), rendita e interesse dovranno aggiungersi alla remunerazione
data al lavoro; la classe oziosa, che ora vive del lavoro degli
altri, dovr per forza scomparire e una pratica uguaglianza di
possibilit sar mantenuta dall'azione naturale delle forze
economiche, con molto minori limitazioni della libert personale
di quelle derivanti dal sistema attuale.
Per il raggiungimento di tali fini la Societ fabiana conta sulla
diffusione delle opinioni socialiste e sui conseguenti mutamenti
sociali e politici, compresa l'istituzione d'uguali diritti civili
per uomini e donne. Cerca di raggiungere tali fini con la
diffusione generale delle conoscenze relative ai rapporti fra
l'individuo e la Societ sul piano economico, etico e politico.
